Monthly Archives: May 2013

Premio Crawford segnalato sulla rivista Altrisogni

Altrisogni n.06 - Cover SMALL 424x600Altrisogni n.6 è finalmente disponibile per l’acquisto! Vai alla rivista. All’interno la segnalazione e il bando completo del Premio Crawford.

Rendiamo grazie ad Altrisogni (già in giuria) e l’editore Dbooks.it  oltre che rendere onore al vincitore del Premio Crawford con un pacchetto di ebook horror composto dai titoli Dietro la Porta, La Collina di Malakie Dun, Incontro col Vampiro e l’antologia letterario-fotografica Nel buio, intervisteranno il vincitore del Crawford e l’intervista sarà pubblicata sul blog ufficiale Altrisogni, ma non è finita qui, infatti al Premio Crawford si aggiungerà il Premio Speciale Altrisogni che offrirà al vincitore (selezionato dalla redazione di Altrisogni) un pacchetto composto dai primi 6 numeri elettronici di Altrisogni, a cui si aggiungerà l’antologia ebook Nel buio. Inoltre, il racconto vincitore del Premio Speciale Altrisogni sarà pubblicato sul primo numero disponibile di Altrisogni e gli sarà proposta un’intervista che verrà pubblicata sul blog ufficiale Altrisogni

Altrisogni 6: 124 pagine con ben sette racconti di otto autori, l’intervista a Samuel Marolla, un articolo sull’universo Steampunk, consigli di scrittura per creare personaggi e il bando della nuova selezione editoriale di Altrisogni/dbooks.it.

Altrisogni arriva al suo sesto numero e la prima rivista digitale italiana di narrativa horror, sci-fi e weird è sempre più ricca di contenuti. All’interno, Samuel Marolla viene intervistato dalla redazione, nella rubrica Visioni l’Associazione Culturale Steampunk Italia parla dell’universo Steampunk. L’approfondimento è dedicato alla creazione e gestione dei personaggi nei racconti, con consigli della Redazione ed esempi pratici. Completano i contenuti uno speciale sul k.Lit, la manifestazione dedicata ai blog letterari, a cura di Fabrizio Valenza, e il bando completo della nuova selezione editoriale di Altrisogni/dbooks.it: I racconti del Purgatory Lounge.
La sezione narrativa propone sette racconti inediti dell’orrore, di fantascienza e weird, tra cui quello “a invito” scritto a quattro mani da Dario Tonani e Claudia Graziani. Gli altri autori pubblicati sono (in ordine alfabetico) Alexia Bianchini, Lorenzo Crescentini, Simone Lega, Daniele Picciuti, Sara Simoni e Lia Tomasich.

La copertina e le illustrazioni interne sono realizzate da Ettore Biondo


Puntolini Sospensivini…

puntini-di-sospensioneI punti (o puntini, o puntolini) di sospensione, anche chiamati puntini sospensivi o (nel parlato) tre puntini, sono un segno di punteggiatura costituito graficamente da un gruppo di tre punti consecutivi scritti orizzontalmente. Si tratta di un segno di pausa e quindi nella lettura corrisponde a un intervallo fonetico paragonabile a quello di una virgola. I punti di sospensione sono sempre in numero di tre, sia che si trovino alla fine, all’inizio o all’interno di un periodo. (fonte Wikipedia).

Bene, perfetto che belli che sono i puntini sospensivi, li adoro e li metto ovunque nei miei scritti. Mi danno lo slancio per poter continuare la narrazione, mi servono per lasciare la frase in sospeso in un dialogo, li uso anche per creare suspance e attesa. Che belli che sono i puntolini sospensivini… (ecco appunto)

NO! NOI DICIAMO NO! Ma siete matti? Toglieteli subito dal vostro testo. Immediatamente e in seduta stante, aprire il vostro word processor e con la funzione cerca, stanateli ed eliminateli come se fossero dei trolls sbarcati nella vostra cucina da chissà dove.
I puntolini sospensivini non fanno altro che far capire a chi legge che tu (scrittore) non sai dove vuoi andare a parare, non sai descrivere una situazione oppure non sai neanche da dove si comincia la stesura di un racconto, romanzo, novella, e tutto quello che vuoi. I puntini sospensivini hanno la cattiva abitudine di riprodursi (appunto già alla nascita sono tre) e si moltiplicano all’interno di un testo, come si trattasse di un’epidemia postapocalittica. la razza che vive nel regno della scrittura definita “puntolini di sospensione” si riproduce tutto l’anno e non solo in primavera, essa prolifica a multipli di tre e si annida tra le pagine di un testo o una risma di fogli. L’evoluzione ha portato questo particolare tipo di batterio a proliferare anche tra i byte dei moderni computers. (non ti salvi neanche se hai quelli con la mela dietro illuminata e ti hanno detto che non prende virus). In questa evoluzione digitale i puntolini vengono evocati con la pressione in rapida successione di un tasto della tastiera del computer. Si tratta del tasto “.” Ti basterà evitare la pressione per tre volte consecutivamente di questo tasto per essere certo di non avere puntolini nel tuo testo. Facile, no?

A parole sembra facile, ma nella pratica non lo è. Lo scrittore timido scrive: Michele si drizzo a sedere… Quando riprese conoscenza… Si accorse che le cose non andavano come lui aveva programmato… (Questi ultimi tre sono un capolavoro). Lo scrittore timido pensa: “Eh, così sai che suspance metto nel lettore, eh? Lo lascio sospeso, così da lasciare che lui si sprema le meningi. Forse più avanti gli dirò cosa pensava Michele, ma per ora lascio cuocere nel brodo sia Michele che il fido lettore. Muahahhahahaah (risata demoniaca).

Ok, non funziona. Sappiate che non funziona. Un editore è disposto al massimo ad accettare 10 puntolini in tutto il romanzo, sempre che questo sia composto da almeno di 300 pagine, cartella standard (2000 battute spazi inclusi a cartella circa).

Sono leggi non scritte ma su cui nessun editore è disposto a sorvolare. Non stiamo dicendo nulla di nuovo, chi bazzica nel mondo editoriale da qualche tempo queste cose le sa, ma se non le sapevi ancora, siamo felici di avervi dato un’imbeccata.

Meglio un romanzo pubblicato con: “Michele si drizzò a sedere e quando fu di nuovo in se si accorse che le cose non andavano come lui aveva programmato”, piuttosto che: “Michele si drizzo a sedere… Quando riprese conoscenza… Si accorse che le cose non andavano come lui aveva programmato…”, ovvero un romanzo che resterà per sempre nell’hard disk del tuo computer, stipato in qualche chiave usb, oppure in fondo al cassetto della scrivania dove i puntolini saranno liberi di pascolare su e giù per il tuo testo accompagnati dai loro amici acari della polvere.

La Biblioteca di Derry


La “D” eufonica

ad d eufonicaPer la serie i piccoli consigli del premio Crawford…
Evitate la “D” eufonica, gli editori non la tollerano. La “D” eufonica viene aggiunta per rendere il collegamento tra due vocali più piacevole all’ascolto. Eufonia vuol dire appunto “effetto sonoro gradevole”. La regola più diffusa resta comunque l’utilizzo della “D” in raccordo di due vocali identiche, per testi scorrevoli e amabili da ascoltare e da leggere. Esempio: “A un certo punto” e non “Ad un certo punto”. La “D” va mantenuta nel caso delle due vocali identiche. Si scrive “Ed entrò nella stanza” e non “E entrò nella stanza”. Poi ci sono delle eccezioni come appunto “Ad esempio” che va comunque scritto con la “D” eufonica. Attenzione per noi non è un dramma l’uso della “D”, ma ci sono persone intolleranti e sarebbero capaci di gettare un manoscritto dalla finestra, non per l’uso in se della “D”, ma perchè scatta nella mente di chi giudica un processo cognitivo e inconscio in cui il lettore (giurato, editore, rompi, etc… etc… di turno) penserà che a voi (scrittori) manca l’ABC di come vada scritto un testo. Fate attenzione. 😉

Ci teniamo a precisare che questi sono semplici consigli e non verità assolute, ma conosciamo un poco il mondo dell’editoria e sappiamo che basta poco a un editore scartare un testo solo perchè non gli è piaciuto l’incipit.

La biblioteca di Derry


Serenissimamamente, contemporaneamente e sorprendentemente…

SüdtirolNon siamo impazziti, non preoccupatevi 😉 Ma gli avverbi che terminano in -mente dovrebbero essere aboliti dalla lingua italiana ed evitati come la peste bubbonica all’interno dei dialoghi di un romanzo.

Per la serie piccoli scrittori crescono.

Marco entrò trafilato trafelato nella stanza, una patina di sudore gli imperlava la fronte, sembrava quasi che avesse visto un fantasma. “Non potrai mai credere a quello che è successo” disse affettatamente.

Luigi alzò lo sguardo dalla scrivania imbrattata di scartoffie e lo guardò con apprensione. “Cosa è successo” replicò serenamente.

“Siamo circondati da morti, morti che camminano, ti rendi conto?” s’affretto a dire agitatamente “Tra poco ci saranno addosso e non ci sarà più niente da fare” sbraitò.

Ok, adesso provate a leggere senza gli avverbi che terminano in -mente.

Marco entro trafilato nella stanza, una patina di sudore gli imperlava la fronte, sembrava quasi che avesse visto un fantasma. “Non potrai mai credere a quello che è successo” disse affettatamente.

Luigi alzò lo sguardo dalla scrivania imbrattata di scartoffie e lo guardò con apprensione. “Cosa è successo” replicò serenamente.

“Siamo circondati da morti, morti che camminano, ti rendi conto?” s’affretto a dire agitatamente “Tra poco ci saranno addosso e non ci sarà più niente da fare” sbraitò.

Detto questo tanti di voi si saranno resi conto dei macelli inenarrabili che questi avverbi combinano in un testo, ancor di più se inseriti all’interno di un dialogo. Sono inutili, ridondanti, meglio toglierli e scrivere semplicemente Lui disse, Lei disse e così via. La prosa che intermezza i dialoghi basta da sola per far capire in che tono un determinato personaggio si esprime.

Danilo lo guardò torvo. Entrambi erano consapevoli che l’uomo che avevano seppellito nel cimitero sarebbe tornato per riscuotere il suo scellino. “Non ci lascerà più in pace” disse debolmente.

L’altro abbassò il capo, quasi non avesse il coraggio e la voglia di guardarlo negli occhi. “Questa volta non la passeremo liscia” sospirò tristemente.

Bene ora non credete che questo breve dialogo comunichi di più senza quei debolmente, tristemente e compagnia bella? Noi crediamo di si e non siamo gli unici a pensarla in questo modo. Questi tipi di avverbi (-mente) venivano usati molto nella narrativa spicciola di tanti e tanti e tantissimi anni fa, talmente tanti che non lo ricordiamo più.

Lo scrittore timido e pigro (mai essere pigri nella scrittura) scrive: Lui la baciò appassionatamente. (Così è giusto, così faccio capire come lui la baciò e buonanotte al secchio)

Lo scrittore sicuro di se e intrapendente scrive: “Lui la bacio con foga” oppure “Lui la baciò con avidità” (NON AVIDAMENTE) o ancora “Lui la bacio” e basta. (potrebbe adare ma si può fare di meglio)

Lo scrittore sicuro di se e intrapendente e con una certa esperienza scrive: Restarono a guardarsi, come se si fossero visti veramente per la prima volta. Le loro anime si erano incontrate più di una volta nell’incoscio del loro essere. Capirono che quello che avevano solo desiderato ora era una certezza, un bisogno. Lui la baciò. Nulla fu come prima.

Ok, ora al di là della discutibile prosa da fotoromanzo, non credete che nel momento in cui lui la bacia il lettore sa esattamente del come la bacia? C’è davvero bisogno di scrivere che la baciò intensamente e poderosamente e amabilmente e impetuosamente?

Cercate di costruire il contorno e le descrizioni esatte intorno ai vostri dialoghi, così da permettere al lettore di immergersi nelle atmosfere che state creando e non annoiarlo con i vostri saltinmente.

Siamo fermamente convinti che, se toglierete dal vostro testo quanti più avverbi possibili (almeno evitateli nei dialoghi), riuscirete sicuramente a far felice voi stessi e i vostri lettori.

La biblioteca di Derry


Stephen King per il Premio Crawford

stephen king per il crawfordLa biblioteca di Derry è estasiata nel comunicare a tutti che siamo riusciti a rintracciare il Re. Era tra gli scaffali di una libreria di Ravello. Girovagando per le corsie affollate di libri ci siamo resi conto della sua presenza e nulla è stato più come prima. Il libro era lì in bella mostra e ci ammiccava con il suo fare da pagliaccio. La biblioteca di Derry regalerà una copia di IT di Stephen King al vincitore del Crawford. Forse si tratta di un libro che la maggior parte di noi (almeno quelli con la fissa per la bara ballerina) hanno già letto se non riletto più volte, ma crediamo che comunque sia un regalo gradito. Ci avevate creduto, eh? 😉 Ci farebbe piacere rintracciare Stephen, ma il concorso è giovane e anche noi. Chissà forse un giorno…

Per ora il suo capolavoro (IT) si va ad aggiungere ai premi del Crawford e non è poco.


Andrea G. Colombo, Horror.it e Hbooks per il premio Crawford

logo_horror-itLa biblioteca di Derry è orgogliosa di annunciare una nuova sinergia collaborativa. Lo scrittore, nonché fondatore di Horror.it, Andrea G Colombo ha risposto “Presente!” alla chiamata horrorifica del Crawford e ha deciso di mettere in palio il suo romanzo IL DIACONO con tanto di autografo al vincitore del Premio, inoltre tramite oscuri emissari del portale Horror.it (stiamo parlando di Marcello Gagliani Caputo) saranno selezionati dei racconti da pubblicare per il nuovo marchio editoriale Hbooks. Cosa volete di più dalla vita? Se la vostra risposta è: “Un Lucano”, allora avete sbagliato concorso, ma se cercavate fama, gloria, libri in regalo con tanto di dediche e una pubblicazione, siete nel posto giusto. Aggiunti i premi e il premio speciale Horror.it nella sezione: “Cosa si vince?”

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Andrea G. Colombo

Nasce nel 1968 con troppe passioni per una sola vita. Il pallino dell’informatica lo porta a iscriversi a ingegneria, a spendere capitali in computer e gadget elettronici (che compra e – troppo spesso – usa pochissimo), e a iniziare una intensa attività culturale on line creando e curando siti web. Quello dell’architettura gli fa cambiare corso di studi e si trasforma nel suo lavoro (e tormento, visto che e lo porterebbe a cambiare casa ogni anno pur di poterla riprogettare ex novo ogni volta). Quello delle arti marziali gli fa praticare Judo, Kung Fu, Boxe Thailandese, e gli rovina, lussa, spezza tutto quello che è possibile rovinare, lussare e spezzare in un corpo umano. Quello dell’horror, infine, gli fa divorare centinaia di libri e film, lo mette in contatto con un mondo assolutamente affascinante e fa nascere in lui l’amore per la scrittura.

Dopo aver creato il primo sito web italiano dedicato alla cultura horror, Horror.it, si dedica alla cura di alcune antologie di narrativa horror quali SPETTRI METROPOLITANI (Addictions, 1999) e JUBILAEUM (PuntoZero, 2000). Pubblica racconti in diverse antologie quali FRAGMENTS D’UN MIROIR BRISE’ (PAYOT ET RIVAGES, Francia, 1999) a cura di Valerio Evangelisti, IN FONDO AL NERO (MONDADORI, 2003). Sempre nel ‘99, cura l’edizione italiana del romanzo breve BUBBA HO TEP di Joe R. Lansdale (ADDICTIONS). Nel giugno 2004, per le EDIZIONI MASTER, progetta, realizza e cura i contenuti del mensile di cinema e letteratura HORROR MANIA, sul quale pubblica periodicamente narrativa per il serial di sua ideazione IL DIACONO. Nel 2005 affianca a Horror mania la gemella dedicata al thriller: THRILLER MANIA. Per la Gargoyle Books, scrive la prefazione al romanzo HANNO SETE di Robert McCammon (2004). Nel 2008, nell’antologia ANIME NERE RELOADED (MONDADORI) viene pubblicato il suo racconto ASFALTO. All’interno dell’antologia IL MIO VIZIO E’ UNA STANZA CHIUSA, pubblica la novella BOXED (Supergiallo Mondadori, 2009) opzionata per il cinema da un noto produttore romano. Nello stesso anno, pubblica LA FORCELLA DEL DIAVOLO all’interno dell’antologia BAD PRISMA (Epix, Mondadori 2009).

Ha scritto due sceneggiature per altrettanti film che probabilmente non vedranno mai la luce, una serie TV per un canale satellitare (idem come sopra) e diversi articoli di critica cinematrografica per quotidiani e riviste. Per la TV, adesso, sta lavorando a un pilota per una serie di documentari sul cinema horror italiano.

Non ha idea di cosa sia il concetto di noia, perché non ha mai passato mezz’ora della sua vita senza fare o pensare a qualche progetto. E non è sicuro al cento per cento che questa sia una cosa buona…

Il_Diacono_02Il Diacono

Siamo porte.
Ciascuno di noi, ovunque sul pianeta. Varchi spalancati attraverso cui il Male può irrompere e infettare la nostra realtà.
Sino a oggi, i varchi erano tenuti sotto controllo da una Volontà più alta e da un delicato equilibrio di forze. Ma come predetto dalle profezie, l’equilibrio è stato spezzato e qualcosa di estremamente pericoloso è riuscito a passare. Qualcosa di così antico da non aver lasciato negli uomini neppure il ricordo di sè.

E’ in mezzo a noi, ora, e si trascina dietro tutto l’orrore che per millenni è stato faticosamente tenuto alla larga da questa realtà. Forse non c’è più alcuna via d’uscita. Forse non c’è abbastanza Bene sulla Terra per contrastare tutta la malvagità che sta per contaminare questo mondo.
Forse, la salvezza è nelle mani di un monaco senza memoria, senza nome, senza passato. Un uomo la cui vita e potere sono un enigma che deve essere risolto in fretta, prima che sia troppo tardi. I suoi confratelli lo chiamano semplicemente Diacono ed è il più pericoloso e temuto esorcista che sia mai apparso sulla Terra, dai tempi di Gesù Cristo.

Non resta più molto tempo ormai. Lo scontro finale è prossimo.
Non ci sarà alcuna pietà.
Per nessuno.
Il tempo della mietitura è giunto.

Dalla Prefazione

La prosa di Andrea, lo scoprirete, è asciutta, essenziale, quasi da sceneggiatura cinematografica. Le frasi sono brevi e sparate come colpi di mitraglietta, spesso utilizzando un processo iterativo in crescendo che enfatizza il pathos dell’azione. La capacità creativa è fuori discussione: lo scopriranno specialmente quelli che ricordano i primi episodi apparsi su Horror Mania e che scopriranno come la medesima partitura possa essere declinata in modi completamente diversi, pur senza perdere la propria identità. Il lavoro di documentazione che è alla base del romanzo è stato condotto in maniera rigorosa, con una cura quasi “scientifica” dei particolari.

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Hbooks

Hbooks nasce nel dicembre 2012 come naturale evoluzione di più di 15 anni di esperienza nel settore dell’editoria (digitale e non). I nostri primi esperimenti di pubblicazione online in formato eBook risalgono al 1998 (Rock, di Danilo Arona), la nostra prima antologia cartacea risale invece al 1999 (Spettri Metropolitani, a cura di Andrea G. Colombo). Da allora non abbiamo mai smesso di sperimentare, lavorare e combattere per portare avanti le nostre idee e perseguire i nostri scopi.

Cosa facciamo

Il nostro obiettivo principale è da sempre quello di operare per la diffusione della narrativa horror italiana, un obiettivo che cerchiamo di raggiungere seguendo molteplici strade e strategie. Hbooks è l’ultima evoluzione di questo lungo cammino: un marchio che vuole cogliere e sfruttare le occasioni fornite dalle ultime evoluzioni in materia di ebook e stampa on demand, aperto a tutte le novità ma senza rinnegare il passato. A noi, infatti, non interessa quale sia il supporto, non ne facciamo una guerra di religione (Carta Vs Digitale o viceversa). A noi interessa il contenuto: il resto sono solo dettagli. Sono le storie a fare la differenza, non i supporti che servono per trasmetterle.

Non abbiamo mai pensato di lucrare sull’altrui lavoro: per lo più le nostre iniziative sono sempre state rigorosamente no-profit. Questo perché non abbiamo mai visto gli autori come polli da spennare, quindi ci siamo guardati bene da pratiche piuttosto comuni quali bandire concorsi a pagamento, stage a pagamento, o di proporre pubblicazioni in cambio di “contributi” di qualsiasi natura. Abbiamo invece sempre cercato (laddove possibile) di diffondere gratuitamente le opere e Hbooks proseguirà nel solco della tradizione. Crediamo che contribuire quanto più possibile alla circolazione della narrativa horror prodotta nel nostro paese sia più gratificante che guadagnare pochi spiccioli lucrando sui sogni altrui. Per questo, cercheremo di proporre quanti più eBook gratuiti ci sarà possibile.

Il team

Il team di Hbooks si compone principalmente delle professionalità che da tempo costituiscono il nucleo redazionale di Horror.it con alcuni giovani innesti e alcune figure di rilievo. Siamo un gruppo di autori, critici, giornalisti e creativi che credono in quello che fanno e lo fanno senza perdersi in troppe chiacchiere o proclami altisonanti. Le nostre vicende personali ci hanno portato a collaborare a vari livelli con molti degli autori ed editori italiani, con pubblicazioni o collaborazioni di varia natura, consentendoci di accumulare l’esperienza necessaria a muoversi come si conviene in un ambiente indubbiamente complesso qual è l’editoria nostrana. Siamo piuttosto pragmatici e badiamo al sodo. Tanto lavoro da fare e così poco tempo…

Andrea G Colombo     IL DIACONO     Marcello Gagliani Caputo     Hbooks    Horror.it


Simonetta Santamaria per il Premio Crawford

simonetta santamaria giuria premio crawfordLa scrittrice Simonetta Santamaria già all’interno della Giuria del premio Crawford ha deciso di replicare rispondendo “Presente!”

Regalerà al vincitore del Premio due libri con tanto di autografo e dedica personalizzata (LICANTROPI I FIGLI DELLA LUNA e VAMPIRI DA DRACULA A TWILIGHT)

Questa è davvero la festa dell’Horror made in Italy. Grazie Simonetta. Grazie davvero per il tuo pieno supporto a questa iniziativa.

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Vi presentiamo i libri.

cover_LICANTROPI_bigLicantropi i figli della luna (Gremese)

«La veste in folto vello si tramuta,/ passano in gambe le protese braccia;/ lupo diventa, e ancor della perduta/ forma ritien la manifesta traccia:/ ché nella fronte, già da pria canuta,/ sta quel piglio tuttor d’ira e minaccia;/ scintillan gli occhi, e pinta è nella fiera/ sua complession de l’odio l’arma atroce.» Ovidio, Metamorfosi

Mentre nella nostra vita si consuma l’invasione vampirica in ogni campo del costume e della società, il suo eterno antagonista, il licantropo, se ne stava nel buio in attesa della prossima luna piena in cui uscire allo scoperto per imporsi alla nostra attenzione. Il mito del succhiasangue nato dalla penna di Bram Stoker ci è stato propinato negli ultimi decenni in ogni salsa e versione […] Il vampiro si è imposto al mondo catturando la mente di ragazzi e giovani signore (entrambi in odore di rivoluzione ormonale).
Ma non c’è stata nessuna mutazione o rivoluzione per il licantropo. Le tendenze e la moda non sono riuscite a plasmare la sua figura. Quella di una bestia feroce. Per una strana e imprecisa alchimia il licantropo è rimasto immune persino all’industria cinematografica hollywoodiana, non è stato addomesticato dalla letteratura mainsteam, e oggi egli è cio che era all’inzio del mito: l’animale selvaggio per eccellenza relegato ai confini del sottobosco folklorico. Eppure […] molte verità sono andate perdute.
Uno degli obiettivi di questo saggio è infatti sfatare le “false verità” che sono state create dai film, riportando la figura del lupo mannaro al suo originario folklore, antropologicamente ben più interessante del mito cinematografico, ve lo garantiamo.
La licantropia non è solo plenilunio, metamorfosi, caccia, brutali uccisioni. Ha alle spalle millenni di storia e di interpretazioni che, così come il vampirismo, affondano le loro radici nell’antico. […]
Un lupo non può diventare un tenero batuffolo profumato di talco né tantomeno un aitante modello vestito Armani o Dolce e Gabbana. Non può far innamorare perdutamente una donna (tranne che nella favola de La Bella e la Bestia) perché nel suo stato di mannaro perde completamente ogni consapevolezza abbandonandosi all’istinto predatorio. Niente sentimentalismi, dunque. Predare per cibarsi. Uccidere per vivere.
E a noi piace questo suo modo di essere selvatico. Quel suo odore aspro di pelo sporco e sangue rappreso. Ci piace perché è riuscito a non piegarsi alle mode della società consumistica, a restare immutato in attesa del prossimo plenilunio e della prossima vittima da sbranare. A non profumarsi. A non cercare di mutare le proprie abitudini alimentari in favore di una coscienza umana che non gli appartiene.
Ma ora è arrivato il momento di presentarvelo, amici lettori. Tendete pure la mano verso questa affascinante creatura, non ve la morderà. Non stavolta, almeno.

(dalla quarta di copertina)

Insieme a Streghe e Vampiri, i Licantropi sono da sempre indiscussi protagonisti dell’universo fantastico mondiale, ma hanno spesso generato falsi miti ed errate credenze sulla loro origine. Questo libro, oltre a essere un dettagliato e approfondito excursus sul fenomeno della licantropia – dal mito del Lupo mannaro alla sua rivisitazione cinematografica, dall’Uomo-lupo nella letteratura e nei fumetti alle numerose leggende popolari che lo circondano – si propone di svelare la vera natura e i reali poteri dei Figli della Luna, fornendo inoltre una risposta ai più svariati interrogativi ai quali hanno dato origine: la licantropia esiste veramente? Come si diventa Lupi mannari? Perché e quando avviene la loro trasformazione? Quali sono i metodi più efficaci per avvicinare, tenere alla larga o addirittura uccidere queste creature? Notizie storiche, informazioni documentate, curiosità e magnifiche illustrazioni fanno del volume una lettura imperdibile per i licantropofili di tutte le età.

cover_V_fronte_bigVampiri da Dracula a Twinlight (Gremese)

«Quando si è eliminato tutto ciò che è impossibile, quello che rimane, per quanto improbabile, deve essere la verità»
Sherlock Holmes, Il vampiro del Sussex, 1927

Chiariamolo subito, così da fugare ogni possibile critica postuma in merito: questo libro non vuole essere un saggio sui vampiri, piuttosto un non-saggio. Non è uno di quegli edotti, accademici, minuziosi, inattaccabili trattati da biblioteca polverosa. No. L’ambizione di questo libro non è quella di annoiare ma di essere una piacevole e briosa guida per chi di voi vorrà intraprendere con noi una sorta di volo a planare sull’universo delle più famose e affascinanti creature della notte che il mito e le leggende ci abbiano regalato.
[…]
Il vampiro è uno dei pochi personaggi presenti nel folklore di tutti i paesi del mondo. Assume nomi e caratteristiche diverse ma resta – immutabilmente – un vampiro. E, mettiamocelo bene in testa, è malvagio. Perché si nutre di sangue umano e uccide per farlo. È spietato, perché non ha un’anima che glielo impedisca. È feroce, perché in lui prevale l’istinto animalesco di sopravvivenza. Ed è proprio questo che ce lo fa piacere. Perché lo giustifichiamo, come giustificheremmo un gatto randagio che mangia un uccellino. Per fame.
Il vampiro è una creatura randagia. Solitaria, indipendente, anaffettiva, orgogliosa. E per quanto lo si possa tentare di “umanizzare”, bisogna lasciargli quell’atavica impronta di randagismo. Altrimenti morirà, spogliato della sua essenza, snaturato e malinconico come una tigre in gabbia.
[…]
Il vampiro è vittima della modernizzazione; non vittima nel senso letterale del termine ma inteso come soggetto attivo e partecipe del progredire dei tempi. Come Darwin fece con l’uomo, anche noi potremmo tracciare la piramide evolutiva del vampiro: dal deforme Nosferatu al tenebroso ed elegante conte Dracula, al cinico Lestat de Lioncourt, al morale Edward Cullen.
[…]
In questo libro non vi diremo che i vampiri non esistono, né faremo il contrario. Non vogliamo deludere aspettative, distruggere convinzioni o convertire seguaci: la fantasia e una buona predisposizione verso tutto ciò che è a noi ignoto sono gli ingredienti basilari per il corretto approccio col mondo dei vampiri.
E sopra tutto questo, aleggia il senso più bello che ci è dato da provare: il mistero.
Siete pronti? Coraggio, andiamo allora. Anzi, voliamo.

(dalla quarta di copertina)

I vampiri esistono? Come nascono, dove vivono e in quante tipologie si suddividono? Quali sono le loro origini e perché esercitano ancora tanto fascino? Queste e molte altre domande trovano risposta nel presente volume, il quale illustra in modo approfondito e dettagliato l’evoluzione che le più amate e temute creature delle tenebre hanno avuto nel tempo, soffermandosi in particolare sul ruolo da esse svolto nel mito e nel folklore mondiali, nella letteratura, nei fumetti, nella musica e nel cinema. […]
Non manca, inoltre, la descrizione di metodi più o meno efficaci per tenere alla larga queste creature o addirittura per ucciderle, qualora si volesse intraprendere la carriera di vampire slayer.
Ricco di disegni e illustrazioni, il testo è una miniera di notizie indispensabili per i vampirofili di tutte le età.

Il sito personale della scrittrice Simonetta Santamaria

S.S.

S.S. & L.B.