Puntolini Sospensivini…

puntini-di-sospensioneI punti (o puntini, o puntolini) di sospensione, anche chiamati puntini sospensivi o (nel parlato) tre puntini, sono un segno di punteggiatura costituito graficamente da un gruppo di tre punti consecutivi scritti orizzontalmente. Si tratta di un segno di pausa e quindi nella lettura corrisponde a un intervallo fonetico paragonabile a quello di una virgola. I punti di sospensione sono sempre in numero di tre, sia che si trovino alla fine, all’inizio o all’interno di un periodo. (fonte Wikipedia).

Bene, perfetto che belli che sono i puntini sospensivi, li adoro e li metto ovunque nei miei scritti. Mi danno lo slancio per poter continuare la narrazione, mi servono per lasciare la frase in sospeso in un dialogo, li uso anche per creare suspance e attesa. Che belli che sono i puntolini sospensivini… (ecco appunto)

NO! NOI DICIAMO NO! Ma siete matti? Toglieteli subito dal vostro testo. Immediatamente e in seduta stante, aprire il vostro word processor e con la funzione cerca, stanateli ed eliminateli come se fossero dei trolls sbarcati nella vostra cucina da chissà dove.
I puntolini sospensivini non fanno altro che far capire a chi legge che tu (scrittore) non sai dove vuoi andare a parare, non sai descrivere una situazione oppure non sai neanche da dove si comincia la stesura di un racconto, romanzo, novella, e tutto quello che vuoi. I puntini sospensivini hanno la cattiva abitudine di riprodursi (appunto già alla nascita sono tre) e si moltiplicano all’interno di un testo, come si trattasse di un’epidemia postapocalittica. la razza che vive nel regno della scrittura definita “puntolini di sospensione” si riproduce tutto l’anno e non solo in primavera, essa prolifica a multipli di tre e si annida tra le pagine di un testo o una risma di fogli. L’evoluzione ha portato questo particolare tipo di batterio a proliferare anche tra i byte dei moderni computers. (non ti salvi neanche se hai quelli con la mela dietro illuminata e ti hanno detto che non prende virus). In questa evoluzione digitale i puntolini vengono evocati con la pressione in rapida successione di un tasto della tastiera del computer. Si tratta del tasto “.” Ti basterà evitare la pressione per tre volte consecutivamente di questo tasto per essere certo di non avere puntolini nel tuo testo. Facile, no?

A parole sembra facile, ma nella pratica non lo è. Lo scrittore timido scrive: Michele si drizzo a sedere… Quando riprese conoscenza… Si accorse che le cose non andavano come lui aveva programmato… (Questi ultimi tre sono un capolavoro). Lo scrittore timido pensa: “Eh, così sai che suspance metto nel lettore, eh? Lo lascio sospeso, così da lasciare che lui si sprema le meningi. Forse più avanti gli dirò cosa pensava Michele, ma per ora lascio cuocere nel brodo sia Michele che il fido lettore. Muahahhahahaah (risata demoniaca).

Ok, non funziona. Sappiate che non funziona. Un editore è disposto al massimo ad accettare 10 puntolini in tutto il romanzo, sempre che questo sia composto da almeno di 300 pagine, cartella standard (2000 battute spazi inclusi a cartella circa).

Sono leggi non scritte ma su cui nessun editore è disposto a sorvolare. Non stiamo dicendo nulla di nuovo, chi bazzica nel mondo editoriale da qualche tempo queste cose le sa, ma se non le sapevi ancora, siamo felici di avervi dato un’imbeccata.

Meglio un romanzo pubblicato con: “Michele si drizzò a sedere e quando fu di nuovo in se si accorse che le cose non andavano come lui aveva programmato”, piuttosto che: “Michele si drizzo a sedere… Quando riprese conoscenza… Si accorse che le cose non andavano come lui aveva programmato…”, ovvero un romanzo che resterà per sempre nell’hard disk del tuo computer, stipato in qualche chiave usb, oppure in fondo al cassetto della scrivania dove i puntolini saranno liberi di pascolare su e giù per il tuo testo accompagnati dai loro amici acari della polvere.

La Biblioteca di Derry

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One response to “Puntolini Sospensivini…

  • Zio Jena

    In linea di principio sono d’accordo, ma va salvata un’importante eccezione: l’interruzione di un dialogo diretto da parte di un interlocutore o di un evento improvviso.
    “Volevo anche dirti che non approvo…” cominciò Carlo, per poi mugolare di dolore, quando Rossella gli assestò un calcio sotto il tavolo.

    Già che ci siamo, due piccoli consigli di scrittura relativi alle parole straniere.
    L’italiano non vuole che si declinino i nomi stranieri: che sia un troll o molti troll non si deve fare differenza. E questo vale per tutti, compresi i Marine; ma si può fare eccezione per il Latino, che è il papà della nostra lingua, se proprio si vuole scrivere curricula.
    La parola straniera va scritta correttamente, non ad sententiam: si scrive suspense sia in Inglese sia in Francese, non suspance.

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