La “D” eufonica

ad d eufonicaPer la serie i piccoli consigli del premio Crawford…
Evitate la “D” eufonica, gli editori non la tollerano. La “D” eufonica viene aggiunta per rendere il collegamento tra due vocali più piacevole all’ascolto. Eufonia vuol dire appunto “effetto sonoro gradevole”. La regola più diffusa resta comunque l’utilizzo della “D” in raccordo di due vocali identiche, per testi scorrevoli e amabili da ascoltare e da leggere. Esempio: “A un certo punto” e non “Ad un certo punto”. La “D” va mantenuta nel caso delle due vocali identiche. Si scrive “Ed entrò nella stanza” e non “E entrò nella stanza”. Poi ci sono delle eccezioni come appunto “Ad esempio” che va comunque scritto con la “D” eufonica. Attenzione per noi non è un dramma l’uso della “D”, ma ci sono persone intolleranti e sarebbero capaci di gettare un manoscritto dalla finestra, non per l’uso in se della “D”, ma perchè scatta nella mente di chi giudica un processo cognitivo e inconscio in cui il lettore (giurato, editore, rompi, etc… etc… di turno) penserà che a voi (scrittori) manca l’ABC di come vada scritto un testo. Fate attenzione. 😉

Ci teniamo a precisare che questi sono semplici consigli e non verità assolute, ma conosciamo un poco il mondo dell’editoria e sappiamo che basta poco a un editore scartare un testo solo perchè non gli è piaciuto l’incipit.

La biblioteca di Derry

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