Monthly Archives: June 2013

Il Crawford intervista Anita Book

Anita book per il premio marion crawfordOggi abbiamo il piacere di intervistare Anita Book, giurata del Premio Crawford.

Come mai hai accettato la candidatura a giurato del Premio Crawford?

La proposta mi è giunta via Facebook, per conto di un mio caro amico, nonché collega blogger/scrittore, Antonio Ferrara. Venerando un maestro dell’horror come King, è stato impossibile resistere a una così prestigiosa occasione.   Il racconto ha reso celebre dei veri e propri maestri del genere come Lovecraft, Poe e lo stesso Crawford.

È difficile scrivere un buon racconto?

Scrivere racconti è forse ancora più difficile che scrivere romanzi. Una narrazione breve, o comunque di media lunghezza, deve essere capace di stabilire lo stesso livello di empatia e suggestioni di una narrazione più prolissa e articolata, e non è un’operazione così ovvia. La stesura di un racconto è finalizzata alla descrizione e allo sviluppo di una situazione in particolare, una sola, e per questo esige un utilizzo sapiente della parola, un’introspezione ponderata dei personaggi, magari con una caratterizzazione influente della loro psicologia, in modo che, se pur nella loro fugace comparsa, lascino un segno, e quell’abilità fondamentale nel saper spiegare il necessario, quanto basta per circuire il lettore e sedurlo. Una dura prova.

Quello che non tolleri all’interno di un testo?

La monotonia dei contesti, delle azioni, dei dialoghi. Nella vita reale tutto scorre seguendo un ritmo preciso, e così deve avvenire in un testo narrativo. Il lettore non può ricevere l’impressione di trovarsi intrappolato nelle sabbie mobili quando legge una qualsiasi storia, ma, al contrario, deve sentirsi elemento partecipe di essa senza nemmeno avere il tempo di accorgersene.

Pensi che da un Premio del genere possa uscire qualche bella sorpresa?

Assolutamente! L’opportunità che questo Premio offre agli aspiranti scrittori è un modo sì di sfidare le proprie capacità immaginative ma anche e soprattutto una maniera per emergere e farsi leggere. I talenti si nascondono ovunque, bisogna solo stanarli.

Il tuo consiglio spassionato ai concorrenti del Premio Crawford.

Leggete, sognate, scrivete. Ininterrottamente e senza condizionamenti. Oh, e terrorizzateci.

 

Ha 24 anni e vive in Puglia. È una grande e appassionata lettrice. Adora lo stile vintage ed è ghiotta di cupcakes. Ama follemente Stephen King — in senso letterale e metaforico — e J.K.Rowling è la sua personale fonte di ispirazione, insieme a Neil Gaiman. Il suo sogno nel cassetto è quello di diventare una scrittrice. Sa che la strada da percorrere è irta di ostacoli ma è pronta a rischiare il “tutto per tutto” pur di non arrendersi. Chissà se ci riuscirà. Da gennaio 2012 è rappresentata dalla TZLA: Trentin & Zantedeschi Literary Agency.
Pagina Ufficiale di Anita Book
Canale youtube di Anita Book
L’ora del Libro di Anita Book

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Il Crawford intervista la rivista Altrisogni

310125_271237959554725_4501459_nOggi il Crawford intervista la rivista Altrisogni, giurata del Premio e promotrice del Premio Speciale Altrisogni.

Come mai hai accettato la candidatura a giurato del Premio Crawford?



Cerchiamo di essere sempre attivi nel mondo della narrativa horror (e fantastica in generale) e riteniamo importante toccare con mano la produzione degli autori italiani. Partecipare come giuria ci permette di leggere la produzione di un buon numero di scrittori – sebbene si tratti solo di assaggi e non sia possibile valutare stile e capacità di un autore con un solo racconto – e vedere cosa “bolle in pentola”. Siamo una rivista che pubblica racconti di autori italiani, quindi ci piace “esserci”, partecipare, essere attivi. Inoltre, inutile negarlo, è anche un buon modo per farci conoscere. Noi sappiamo che là fuori esistono autori italiani di horror che meritano pubblicazioni curate e crediamo che ci siano scrittori in cerca di una realtà che funga da piccola vetrina e palestra per la loro scrittura. Ebbene, magari con il Premio Crawford potremo far incontrare queste due esigenze.

Il racconto ha reso celebre dei veri e propri maestri del genere come Lovecraft, Poe e lo stesso Crawford. È difficile scrivere un buon racconto?

I limiti, la struttura, la natura stessa del racconto – che non può dilungarsi ma che deve comunque dare spazio a personaggi, intreccio e narrazione – non è per tutti. Partecipare a concorsi e selezioni per racconti è sicuramente importante per un autore che intenda migliorarsi e mettersi alla prova. Il genere horror si presta perfettamente alla forma del racconto, se l’autore “ha fatto i compiti” e riesce a costruire un’opera efficace. Deve però essere in grado di miscelare suspense, azione, dialoghi e descrizioni. Magari condendo il tutto con un buon finale a sorpresa. Serve maestria per saper gestire questi elementi e cucinare qualcosa di buono. Quindi sì, scrivere un buon racconto è difficile.

Quello che non tolleri all’interno di un testo?



La superficialità, l’arroganza di non voler rispettare il lettore credendo che sia stupido, il “buttar via” una buona idea con una resa stilistica povera. Le “d” eufoniche usate male. La mancanza di coerenza che fa sì che un’ambientazione crolli su se stessa nel corso della lettura.

Pensi che da un Premio del genere possa uscire qualche bella sorpresa?



Gli scrittori italiani sono molto attivi e tra gli appassionati del genere ci sono veri amanti dei “mostri sacri” della letteratura horror, ma anche gli esordienti assoluti sono spesso in grado di creare storie brillanti. Come redazione della rivista di narrativa fantastica Altrisogni abbiamo avuto il piacere di “scoprire” autori che stanno crescendo con noi e siamo sicuri che dal Premio Crawford emergeranno autori che meriteranno di essere seguiti. Dai lettori, ma anche da realtà editoriali attente ai giovani talenti.

Il tuo consiglio spassionato ai concorrenti del Premio Crawford.



Proporre racconti taglienti, ben costruiti, ben strutturati, ben elaborati. L’improvvisazione non paga sempre. Di sicuro non in una selezione rigida come quella di un premio letterario. Il racconto vincitore deve essere una macchina collaudata, ragionata, costruita a tavolino con impegno e competenza. Bisogna evitare di proporre cose banali e già viste, oppure bisogna avere la bravura di introdurre quel “twist” che possa modificare la prospettiva e suggerire una diversa chiave di lettura. Rileggere una volta di più il proprio lavoro prima dell’invio aiuta sicuramente. Nella selezione di un premio letterario non si perdona nulla, nemmeno i refusi. Quando si deve scegliere il vincitore si valuta tutto, quindi tutto deve essere ottimale. Scrivere è un lavoro faticoso, deve essere affrontato con impegno. Solo chi merita ce la fa. E chi merita è chi non ha paura di lavorare, di sporcarsi le mani, di sacrificarsi. Per cui, auguriamo buon lavoro agli autori.

Ideata e curata da Christian Antonini & Vito Di Domenico, edita da www.dbooks.it. Altrisogni è la prima rivista elettronica italiana dedicata alla narrativa fantastica. Altrisogni – Rivista digitale di horror, sci-fi e weird, è la prima rivista elettronica italiana interamente dedicata alla narrativa di genere fantastico (horror, fantascienza e weird). In ogni numero, Altrisogni pubblica racconti INEDITI di autori italiani – esordienti e non – e propone recensioni librarie, consigli di scrittura, notizie, concorsi, suggestioni creative, interviste con autori italiani in ascesa e molto altro. Inoltre, ogni numero è illustrato da un artista differente. Sito Ufficiale Altrisogni     Blog Ufficiale Altrisogni


IO VI VEDO di Simonetta Santamaria

c_io_vi_vedo_bigIl 30 giugno 2013 – ore 11 – Libreria Punto Einaudi (SA) Piazzetta Barracano avrete la possibilità di conoscere da vicino la scrittrice Simonetta Santamaria, giurata del Premio Crawford.
All’evento sarà presente anche Antonio Ferrara (fondatore del Premio) e pensiamo che sia una buona occasione per conoscersi.
Vi aspettiamo a Salerno.UN THRILLER GOTICO

Prima nazionale – Presentazione del romanzo di Simonetta Santamaria “Io vi vedo” (Tea/Tre60).
Con l’autrice, lo scrittore Maurizio Ponticello. Letture a cura di Brunella Caputo.

IO VI VEDO
Napoli, novembre 2011. Sul ciglio di una strada di periferia viene trovato il cadavere della giovane Lucia Campobasso. È stata uccisa in modo brutale: per gli inquirenti, si tratta di un’esecuzione. Ma i responsabili rimangono ombre inafferrabili, ombre che tormentano il padre della vittima, un poliziotto.Febbraio 2012. Maurizio Campobasso, capo del reparto investigativo anticrimine di Napoli, ha ricevuto una soffiata «sicura»: in una cascina abbandonata sono rinchiusi dei clandestini, in attesa di essere mandati per le strade a rubare o a prostituirsi. Dopo aver circondato l’edificio, però, la squadra viene assalita alle spalle da un commando armato. Nell’agguato muoiono quattro agenti e Campobasso perde un occhio.
Era una trappola.

Maggio 2012. Menomato nel fisico e stravolto dal dolore e dal rimorso per la perdita della figlia e dei colleghi, Campobasso si dimette dalla polizia. Le indagini non hanno portato a nulla e lui ha perso ogni fiducia nelle istituzioni. Ma il suo animo è tormentato dall’oscura sensazione che tutte quelle morti siano collegate e che sia proprio lui, Maurizio Campobasso, la chiave di un piano criminale più vasto e sanguinario di quanto si possa immaginare.
È ora di mettere da parte la Legge e di agire, nell’ombra, come un feroce giustiziere solitario. È ora di scatenare una spietata caccia all’uomo – o agli uomini – che non risparmierà niente e nessuno.
Perché quando il desiderio di vendetta prende il sopravvento, nulla può fermarlo…

Il sito della scrittrice Simonetta Santamaria www.simonettasantamaria.net

Il Crawford intervista Gordiano Lupi

gordiano1Oggi è ospite per le interviste del Crawford Gordiano Lupi, giurato del Premio Crawford.
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Come mai hai accettato la candidatura a giurato del Premio Crawford?
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Amo leggere e scoprire nuovi talenti, visto che – a tempo perso – faccio pure l’editore. E mi entusiasmano tutte le cose nuove legate alla letteratura. Nonostante le delusioni, i pesci in faccia ricevuti e i miei 52 anni…

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Il racconto ha reso celebre dei veri e propri maestri del genere come Lovecraft, Poe e lo stesso Crawford. È difficile scrivere un buon racconto?

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Difficilissimo. Aggiungiamo anche Roald Dahl e Virgilio Pinera alla lista. Non sono scrittori horror, ma nella loro narrativa coesistono elementi di fantastico e di surreale. A tratti pure horror, comunque. Amo il racconto, da buon appassionato di narrativa latinoamericana, ma in Italia non sono in molti a scommetterci. Dicono che il racconto “non venda”. Che stupidaggine! Cosa vende in Italia, a parte quel che vuole il mercato?
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Quello che non tolleri all’interno di un testo?
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La banalità, la scrittura sciatta, la poca originalità.

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Pensi che da un Premio del genere possa uscire qualche bella sorpresa?

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Certo, da tutto quello che facciamo possono venire fuori belle sorprese. Persino da un concorso…

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(Piombino, 1960). Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio. Collabora con La Stampa di Torino come traduttore del blog di Yoani Sánchez. Direttore della collana di narrativa latinoamericana Celebres Ineditos di Edizioni Anordest e Pensieri d’Autore (narrativa italiana) di Edizioni Anordest. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Cuba particular – Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007), Adiós Fidel – all’Avana senza un cazzo da fare (A.Car, 2008), Il mio nome è Che Guevara (A.Car, 2009), Mister Hyde all’Avana (Il Foglio, 2009) e Il canto di Natale di Fidel Castro (Il Foglio, 2010).
Gordiano ha scritto e fatto così tante cose che per questioni di spazio sarebbe impossibile elencarle in questa pagina. Vi rimandiamo ai siti di Gordiano Lupi

www.ilfoglioletterario.it 

www.infol.it/lupi

http://cinetecadicaino.blogspot.it/

http://blog.edizionianordest.com/


Il Crawford intervista Marcello Gagliani Caputo

marcello gagliani caputo giuria premio crawfordOggi è ospite delle interviste del Premio lo scrittore Marcello Gagliani Caputo, giurato del Crawford

Come mai hai accettato la candidatura a giurato del Premio Crawford?
Per dare una mano a una lodevole iniziativa che spero possa permettere ai tanti aspiranti scrittori horror italiani di emergere dal marasma dell’editoria italiana.

Il racconto ha reso celebre dei veri e propri maestri del genere come Lovecraft, Poe e lo stesso Crawford. È difficile scrivere un buon racconto?
Non so se sia difficile o meno, penso che il percorso sia simile a quello del romanzo, alla base deve comunque esserci una buona idea, tanta ricerca e una buona dose di volontà e sacrificio. Ma credo soprattutto che il racconto sia la palestra migliore per un aspirante scrittore: leggere e scrivere racconti è il modo migliore per imparare a scrivere, ci sono alcuni grandi autori che hanno costruito la propria carriera sui racconti, scrivendo soltanto una manciata di romanzi.

Quello che non tolleri all’interno di un testo?

La sterile e noiosa ricerca della frase a effetto: spesso mi è capitato di leggere racconti e romanzi in cui la storia e i personaggi diventavano secondari rispetto a uno stucchevole e indisponente esercizio di stile da parte dell’autore, evidentemente interessato più a compiacere se stesso piuttosto che a regalare qualche ora di buona lettura a un appassionato.

Pensi che da un Premio del genere possa uscire qualche bella sorpresa?

Sicuramente, visto soprattutto che si parlerà di narrativa horror, in Italia ancora poco conosciuta ma che, a mio avviso, nasconde molti talenti da scoprire. Spero di imbattermi presto in uno di loro!

Il tuo consiglio spassionato ai concorrenti del Premio Crawford.

Provateci, buttatevi nella mischia e mettete alla prova le vostre capacità. Non ha senso scrivere qualcosa senza che questa venga poi valutata da qualcuno con un po’ di esperienza alle spalle. Ma soprattutto, se avete deciso di scrivere horror, preparatevi a una vita non facile, quindi indossate guantoni e maschera protettiva, salite sul ring… e attenti ai colpi bassi!
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Responsabile della sezione “Libri” dello storico portale Horror.it dedicato alla cultura horror (www.horror.it) e redattore del blog dedicato alla narrativa thriller “Corpi Freddi”, Marcello Gagliani Caputo è giornalista pubblicista dal 2002 e ha alle spalle numerose pubblicazioni di saggistica cinematografica, dal primo volume dedicato alla coppia comica Bud Spencer-Terence Hill (…Altrimenti ci arrabbiamo! Il cinema di Bud Spencer e Terence Hill, Unmondoaparte Edizioni) fino a Bad Boys. La figura del cattivo nell’immaginario cinematografico (Morpheo Edizioni), passando per la prima monografia italiana dedicata al regista David Fincher (The Fincher Network – Fenomenologia di David Fincher, Bietti Edizioni). Ha anche partecipato a numerosi volumi collettanei: Christopher Lee – Il principe delle tenebre (Profondo Rosso Edizioni), Il cinema di Michael Winner (Il Foglio Edizioni) e The Walking Dead – L’evoluzione degli zombie in tv, nel fumetto e nel videogioco (Universitalia). È inoltre autore del romanzo Il sentiero di rose (Ciesse Edizioni). www.horror.it, http://corpifreddi.blogspot.it/  http://marcellogaglianicaputo.blogspot.it/

Alda Teodorani per il Premio Crawford

teodorani la signora delle tortureLa scrittrice Alda Teodorani ha risposto “Presente!” alla chiamata del Premio Crawford.

Il suo capolavoro “La signora delle Torture” sarà omaggiato al vincitore del Premio Crawford con tanto di dedica e autografo. Un prestigioso omaggio che si va ad aggiungere alla nutrita lista di ricompense

Questo volume raccoglie i racconti della scrittrice, che vanno dal 1989 a oggi, ampliata da un corredo di notizie bibliografiche e annotazioni personali che rendono il libro prezioso per chi vuole avvicinarsi alle multiformi capacità letterarie della Teodorani. Ci troviamo di fronte ad un libro che ripercorre tutte le correnti della nuova letteratura italiana contemporanea: horror, fantascienza, splatter, sperimentale, intimismo, con relativi assaggi di pensiero su ciò che è la scrittura. Per questo che a fine lettura, ci troviamo di fronte ad una raccolta, che racchiude in sé l’estremo talento della Teodorani, che è sempre alla ricerca di una forma racconto che sfugge da qualsiasi rigido schema, capace di spiazzare il lettore. In fondo come abbiamo ripetuto all’inizio, la capacità della sua scrittura, ci porta dalle parti indefinite di sentimenti alterni, che ormai noi tutti, o per lo meno una parte, ha provato sulla sua pelle, visto l’incertezza di questi tempi frantumati dall’inesorabile incidere di un era confusa. L’autrice non si allontana mai comunque dalla forma di racconto, perché come dice lei il provare nuove strade, deve anche spingere il lettore a scoprire emozioni rinnovate, che coincide con una evoluzione narrativa certe volte sprezzante, ma stimolante negli spunti intrapresi.

Alda Teodorani official website


Francesca Panzacchi intervistata dal Crawford

francesca panzacchi giuria premio crawfordOggi al Crawford si confessa la scrittrice Francesca Panzacchi, giurata del Premio.

Come mai hai accettato la candidatura a giurato del Premio Crawford?

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Ho sempre amato i racconti horror e poi mi piace molto l’idea di poter scovare nuovi talenti.
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Il racconto ha reso celebri dei veri e propri maestri del genere come Lovecraft, Poe e lo stesso Crawford. È difficile scrivere un buon racconto?

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Non è mai facile, ma è anche e soprattutto una bella sfida. 

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Quello che non tolleri all’interno di un testo?
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Un contenuto banale, che non sia in grado di sorprendere il lettore.

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Pensi che da un Premio del genere possa uscire qualche bella sorpresa?

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Certamente, i concorsi letterari in fondo servono a questo.

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Il tuo consiglio spassionato ai concorrenti del Premio Crawford.
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Il mio consiglio è di scrivere sempre e soltanto quando si è  realmente ispirati.

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Si è laureata in Scienze Politiche all’Università di Bologna con una tesi su Goffman. Scrittrice e fotografa, ha ottenuto importanti riconoscimenti in ambito letterario. Ha collaborato con Il Resto del Carlino e ha pubblicato due audiolibri di fiabe per TreeBook Audioeditore. Con Ciesse Edizioni ha pubblicato La casa di Sveva (2010) che nel 2012 si è classificato III° al Premio Letterario Nazionale “Il Delfino” e II° al Premio Letterario Nazionale “Città di Fucecchio”; Il Normanno (2011) al quale nel 2013 è stato conferito il Premio Speciale della Giuria per il romanzo storico al Premio Letterario Nazionale “Viareggio Carnevale”; la silloge poetica Sospiri (2011); Delitti al castello (2012); Le ricette del desiderio (2012), il libro fotografico D’ombra e di luce (2012) e Andrea contro Sveva (2013). Con Lite Editions ha pubblicato “Il ritorno” (2012). Con Eros Edizioni ha pubblicato “Il desiderio di Giulia” (2013). Nel 2010 ha partecipato alla trasmissione radiofonica di Radio Uno RAI “L’uomo della notte” condotta da Maurizio Costanzo. Il suo racconto “Adesso mi chiama” è stato pubblicato nell’e-book “Italians – una giornata nel mondo” curato da Beppe Severgnini (Rizzoli, 2008). Dal 2011 è direttore delle Collane Light e Blue della Ciesse Edizioni.

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Sito ufficiale di Francesca Panzacchi