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È tempo di horror, amici. It’s Horror Time.

horror time2Buonasera amici del Premio Crawford, continuano ad arrivare racconti e siamo entusiasti per questo Premio, ma non potevamo fare a meno di segnalare un evento in programma per domani Martedì 10 settembre. It’s Horror Time è il caso di dirlo e credo che nessun appassionato di Horror possa mancare all’appuntamento. Perciò mettete da parte € 5,90 e fatevi un regalo. Uno di quelli importanti.

Ecco il comunicato stampa.

L’horror torna in edicola con un imperdibile magazine di 84 pagine a colori dedicato interamente a tutto quello che fa paura!

Una rivista horror mancava dalle edicole da diversi anni, ma finalmente è giunto il momento di Horror Time un magazine di 84 pagine a colori che gronda sangue a ogni riga di testo. Il mensile sarà in tutte le edicole a partire dal 10 settembre, con un numero inaugurale che sarà solo un antipasto di quanto la redazione ha intenzione di mostrare, numero dopo numero. Il progetto alla base di Horror Time sottintende un’idea di magazine a tutto tondo per gli amanti del genere, una rivista di riferimento per il mondo dell’orrore, da leggere dalla prima all’ultima pagina, dove si possa fare il punto della situazione, dove si abbia la possibilità di riflettere sugli argomenti senza alcun timore reverenziale per niente e per nessuno.

Horror Time non ha tra i suoi obiettivi quello di fare “concorrenza” alla rete, perché i linguaggi e il modo di fornire le informazioni sono troppo diversi. Horror Time avrà una visione organica del genere e tutti i professionisti chiamati a occuparsi delle diverse rubriche hanno sposato con entusiasmo questo indirizzo. La redazione si occuperà di tutto quello che fa paura con rubriche che affrontano i diversi aspetti di questo multiforme e oscuro ambito della cultura contemporanea, con la serietà e la professionalità necessarie, curando ogni aspetto della rivista a partire dal progetto grafico ricco e complesso come una rivista del settore merita di avere.

Dettaglio dei contenuti del n.1 in edicola dal 10 settembre

Al CINEMA, vengono dedicate più di 30 pagine distribuite tra news, rubriche di curiosità, anteprime (Insidious 2, Machete 2), recensioni (You’re next, L’evocazione), film italiani (Wrath of the crows), ai film mai distribuiti al cinema (It’s Alive), ai DVD e ai Blu- Ray. Viene fatto il punto della situazione nello “specialone” di Danilo Arona sul cinema dei remake e dei mockumentary, e viene poi proposta un’intervista inedita in due puntate di Paolo Zelati all’icona del cinema italiano (e internazionale) Catriona MacColl. Completerà l’offerta uno speciale sulle saghe al cinema (Scream), uno sul film cult del mese (La notte dei morti viventi), la rubrica sui Body Count (Evil dead). Non potevano mancare le SERIE TV con due speciali: il primo dedicato alla serie di culto The Walking Dead e alla quarta stagione ormai in arrivo; il secondo alla nuova serie Hannibal presto in onda anche in Italia.

Ampio spazio anche alla LETTERATURA con ben 10 pagine del magazine riservate ai libri: news e segnalazioni, un’anteprima del libro più atteso della stagione proposta da Giovanni Arduino (il traduttore), di Doctor Sleep il seguito di Shining scritto da Stephen King. Una recensione di L’ira dei giusti di Manel Loureiro e una rubrica sui libri scomparsi dai cataloghi italiani (Demoni amanti – Shirley Jackson). Gianmaria Contro invece ci propone nella rubrica Cult Book uno speciale su Carrie, dal libro al film. Completano la visione sul mondo dell’horror una serie di rubriche su videogame, musica (band e colonne sonore), sugli artisti “macabri”, l’Almanacco sulle ricorrenze storiche del mese, il Dizionario dell’Horror e per finire la rubrica dedicata ai gadget e ai maniaci collezionisti. In ogni numero poi, sarà presente una piccola chicca: una foto ad alta risoluzione di una locandina rara.

Completano il magazine due aree non meno importanti. La prima è quella che potremmo definire Real Horror (parafrasando il nome di un canale della piattaforma SKY), formata dalla rubrica dedicata ai SERIAL KILLER curata da Giuliano Fiocco, dalla rubrica Phobia, a cura di Giovanni Arduino, che raccoglie e spiega le più incredibili fobie che hanno ispirato scrittori e registi, e dalla rubrica X-Files

curata da Paolo Zelati, che va alla caccia di miti e leggende delle nostre città.

Chiude il magazine EVENTO ZERO un romanzo “zombesco” a puntate scritto da Andrea G. Colombo che prevede anche un progetto di scrittura collettiva in collaborazione con il contenitore editoriale Hbooks (http://hbooks.horror.it). L’idea è quella di proporre sì un romanzo a puntate, ma anche di creare con la complicità dei lettori un universo popolato da molte storie oltre quella che saranno narrate sulle pagine di Horror Time.

E’ tempo di horror, amici. It’s Horror Time.

Email: redazione@horrortime.it
Sito Web (In allestimento): http://www.horrortime.it Pagina Facebook: http://www.facebook.com/itshorrortime

Horror Time

Rivista mensile di cultura e cinema horror.
Eligio Editore Srl
Testata registrata al tribunale di Roma n. 205/2013 del 02/08/2013 Prezzo: € 5,90

Direttore Responsabile: Paolo Zelati Direttore Editoriale: Andrea G. Colombo
Art director: Ivo Torello Caporedattore: Andrea Avvenengo Redattori: Marcello Gagliani Caputo, Andrea Lanza.
Collaboratori: Giovanni Arduino, Danilo Arona, Gianmaria Contro, Daniele Cucchiarelli, Giuliano Fiocco, Roberto Gerilli, Alexia Lombardi, Giovanni Lorecchio, Stefano Paiuzza, Nico Parente, Selene Pascarella, Stefano Passeri.


Il Crawford intervista Marcello Gagliani Caputo

marcello gagliani caputo giuria premio crawfordOggi è ospite delle interviste del Premio lo scrittore Marcello Gagliani Caputo, giurato del Crawford

Come mai hai accettato la candidatura a giurato del Premio Crawford?
Per dare una mano a una lodevole iniziativa che spero possa permettere ai tanti aspiranti scrittori horror italiani di emergere dal marasma dell’editoria italiana.

Il racconto ha reso celebre dei veri e propri maestri del genere come Lovecraft, Poe e lo stesso Crawford. È difficile scrivere un buon racconto?
Non so se sia difficile o meno, penso che il percorso sia simile a quello del romanzo, alla base deve comunque esserci una buona idea, tanta ricerca e una buona dose di volontà e sacrificio. Ma credo soprattutto che il racconto sia la palestra migliore per un aspirante scrittore: leggere e scrivere racconti è il modo migliore per imparare a scrivere, ci sono alcuni grandi autori che hanno costruito la propria carriera sui racconti, scrivendo soltanto una manciata di romanzi.

Quello che non tolleri all’interno di un testo?

La sterile e noiosa ricerca della frase a effetto: spesso mi è capitato di leggere racconti e romanzi in cui la storia e i personaggi diventavano secondari rispetto a uno stucchevole e indisponente esercizio di stile da parte dell’autore, evidentemente interessato più a compiacere se stesso piuttosto che a regalare qualche ora di buona lettura a un appassionato.

Pensi che da un Premio del genere possa uscire qualche bella sorpresa?

Sicuramente, visto soprattutto che si parlerà di narrativa horror, in Italia ancora poco conosciuta ma che, a mio avviso, nasconde molti talenti da scoprire. Spero di imbattermi presto in uno di loro!

Il tuo consiglio spassionato ai concorrenti del Premio Crawford.

Provateci, buttatevi nella mischia e mettete alla prova le vostre capacità. Non ha senso scrivere qualcosa senza che questa venga poi valutata da qualcuno con un po’ di esperienza alle spalle. Ma soprattutto, se avete deciso di scrivere horror, preparatevi a una vita non facile, quindi indossate guantoni e maschera protettiva, salite sul ring… e attenti ai colpi bassi!
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Responsabile della sezione “Libri” dello storico portale Horror.it dedicato alla cultura horror (www.horror.it) e redattore del blog dedicato alla narrativa thriller “Corpi Freddi”, Marcello Gagliani Caputo è giornalista pubblicista dal 2002 e ha alle spalle numerose pubblicazioni di saggistica cinematografica, dal primo volume dedicato alla coppia comica Bud Spencer-Terence Hill (…Altrimenti ci arrabbiamo! Il cinema di Bud Spencer e Terence Hill, Unmondoaparte Edizioni) fino a Bad Boys. La figura del cattivo nell’immaginario cinematografico (Morpheo Edizioni), passando per la prima monografia italiana dedicata al regista David Fincher (The Fincher Network – Fenomenologia di David Fincher, Bietti Edizioni). Ha anche partecipato a numerosi volumi collettanei: Christopher Lee – Il principe delle tenebre (Profondo Rosso Edizioni), Il cinema di Michael Winner (Il Foglio Edizioni) e The Walking Dead – L’evoluzione degli zombie in tv, nel fumetto e nel videogioco (Universitalia). È inoltre autore del romanzo Il sentiero di rose (Ciesse Edizioni). www.horror.it, http://corpifreddi.blogspot.it/  http://marcellogaglianicaputo.blogspot.it/

Puntolini Sospensivini…

puntini-di-sospensioneI punti (o puntini, o puntolini) di sospensione, anche chiamati puntini sospensivi o (nel parlato) tre puntini, sono un segno di punteggiatura costituito graficamente da un gruppo di tre punti consecutivi scritti orizzontalmente. Si tratta di un segno di pausa e quindi nella lettura corrisponde a un intervallo fonetico paragonabile a quello di una virgola. I punti di sospensione sono sempre in numero di tre, sia che si trovino alla fine, all’inizio o all’interno di un periodo. (fonte Wikipedia).

Bene, perfetto che belli che sono i puntini sospensivi, li adoro e li metto ovunque nei miei scritti. Mi danno lo slancio per poter continuare la narrazione, mi servono per lasciare la frase in sospeso in un dialogo, li uso anche per creare suspance e attesa. Che belli che sono i puntolini sospensivini… (ecco appunto)

NO! NOI DICIAMO NO! Ma siete matti? Toglieteli subito dal vostro testo. Immediatamente e in seduta stante, aprire il vostro word processor e con la funzione cerca, stanateli ed eliminateli come se fossero dei trolls sbarcati nella vostra cucina da chissà dove.
I puntolini sospensivini non fanno altro che far capire a chi legge che tu (scrittore) non sai dove vuoi andare a parare, non sai descrivere una situazione oppure non sai neanche da dove si comincia la stesura di un racconto, romanzo, novella, e tutto quello che vuoi. I puntini sospensivini hanno la cattiva abitudine di riprodursi (appunto già alla nascita sono tre) e si moltiplicano all’interno di un testo, come si trattasse di un’epidemia postapocalittica. la razza che vive nel regno della scrittura definita “puntolini di sospensione” si riproduce tutto l’anno e non solo in primavera, essa prolifica a multipli di tre e si annida tra le pagine di un testo o una risma di fogli. L’evoluzione ha portato questo particolare tipo di batterio a proliferare anche tra i byte dei moderni computers. (non ti salvi neanche se hai quelli con la mela dietro illuminata e ti hanno detto che non prende virus). In questa evoluzione digitale i puntolini vengono evocati con la pressione in rapida successione di un tasto della tastiera del computer. Si tratta del tasto “.” Ti basterà evitare la pressione per tre volte consecutivamente di questo tasto per essere certo di non avere puntolini nel tuo testo. Facile, no?

A parole sembra facile, ma nella pratica non lo è. Lo scrittore timido scrive: Michele si drizzo a sedere… Quando riprese conoscenza… Si accorse che le cose non andavano come lui aveva programmato… (Questi ultimi tre sono un capolavoro). Lo scrittore timido pensa: “Eh, così sai che suspance metto nel lettore, eh? Lo lascio sospeso, così da lasciare che lui si sprema le meningi. Forse più avanti gli dirò cosa pensava Michele, ma per ora lascio cuocere nel brodo sia Michele che il fido lettore. Muahahhahahaah (risata demoniaca).

Ok, non funziona. Sappiate che non funziona. Un editore è disposto al massimo ad accettare 10 puntolini in tutto il romanzo, sempre che questo sia composto da almeno di 300 pagine, cartella standard (2000 battute spazi inclusi a cartella circa).

Sono leggi non scritte ma su cui nessun editore è disposto a sorvolare. Non stiamo dicendo nulla di nuovo, chi bazzica nel mondo editoriale da qualche tempo queste cose le sa, ma se non le sapevi ancora, siamo felici di avervi dato un’imbeccata.

Meglio un romanzo pubblicato con: “Michele si drizzò a sedere e quando fu di nuovo in se si accorse che le cose non andavano come lui aveva programmato”, piuttosto che: “Michele si drizzo a sedere… Quando riprese conoscenza… Si accorse che le cose non andavano come lui aveva programmato…”, ovvero un romanzo che resterà per sempre nell’hard disk del tuo computer, stipato in qualche chiave usb, oppure in fondo al cassetto della scrivania dove i puntolini saranno liberi di pascolare su e giù per il tuo testo accompagnati dai loro amici acari della polvere.

La Biblioteca di Derry