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15 notti alla scadenza del Premio Crawford

le-ali-della-liberta-miaaCari amici vi ricordiamo che mancano 15 notti alla scadenza del Premio Crawford, esperienza che si sta rivelando entusiasmante e competitiva. Io sono Antonio Ferrara e oltre ad aver istituito il Premio ed essere l’autore del romanzo in cui verrà pubblicata l’opera vincitrice, ho il compito di leggere tutti i racconti che poi smisto ai giurati (io non valuterò), ma sarà appunto la prestigiosa giuria e gli sponsor a decretare il vincitore del Crawford, oltre a selezionare i racconti per le antologie. Quello che mi preme è ringraziare tutti coloro che stanno credendo in quest’iniziativa. Giurati, sponsor, editori, scrittori, testate giornalistiche, amici vecchi e nuovi e persone che avrebbero potuto ignorare questo Premio e che invece si sono messe d’impegno affinchè questo non diventasse la solita selezione di racconti, ma che fosse qualcosa di più. (Uno fra tutti cito la rivista Altrisogni per le parole sincere che ha dedicato al premio) Una comunità, un Premio non per pochi, ma di tutti. Siamo solo alla prima edizione di questa che io definisco “un’avventura”, ma la qualità dei racconti pervenuti è molto alta. Certo c’è qualcuno che ci ha mandato qualche “Harmony” così tanto per gradire, ma la maggior parte dei racconti rispecchia lo spirito che ci eravamo prefissati: Quello della paura, intesa nel senso più largo del termine. Mancano quindici notti alla scadenza del bando di concorso e vorrei augurare un grande in bocca al lupo (sperando che non crepi) a tutti coloro che hanno inviato le loro opere e a coloro che lo stanno facendo in questo momento. Per gli indecisi posso solo dire che questa è un’occasione unica. Per coloro che pensano di non poter scrivere un “capolavoro” in così poco tempo, sappiate che si narra che un certo William Shakespeare scrisse Romeo e Giulietta in una notte. Per coloro che non masticano la letteratura della “bara traballante” dico ancora che uno scribacchino del Maine votato all’horror scrisse Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, ovvero il racconto su cui si basa l’omonimo film “Le ali della libertà”.

Siamo noi che ci poniamo dei limiti, ma quando riusciamo a valicarli, quando ci riusciamo, ci sentiamo rinati e pronti a tutto. Anche a credere.

Antonio Ferrara

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