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Premio Francis Marion Crawford I Edizione: I Finalisti

5-sagome-persone-people-silhouttesBuongiorno cari amici del Crawford, ecco la notizia che aspettavate. Di seguito i 10 finalisti della prima edizione del Premio Francis Marion Crawford. La selezione è stata dura per non dire durissima e alcuni racconti non sono rientrati in finale per mezzo voto, ma come per tutti i concorsi, a parte la bravura dei partecipanti anche il fattore “fortuna” fa la sua parte. Quello che possiamo assicurare è che i 10 racconti in finale sono il risultato della somma esatta della votazione dei giurati. Vorremmo premiare davvero tutti voi, ma non possiamo. Quello che però possiamo anticipare è che oltre a questi finalisti, di giorno in giorno saranno annunciati i vincitori e i selezionati dei Premi Speciali del Crawford, ma per ora in bocca al lupo ai dieci sopravvissuti alle grinfie dei giurati del Premio. I finalisti si aggiudicano il libro La cuccetta superiore di F. M. Crawford  e l’antologia “NEL BUIO” messa in palio dalla Redazione Altrisogni e l’editore dbooks.it

Rigorosamente in ordine alfabetico:

Bambini (Diego Tonini)

 

Chiama il mio nome (Serena Bertogliatti)

 

Come stelle cadenti (Alberto Rudellat)

 

Guerra segreta (Daniele A. Galliano)

 

Il quadro (Yuri Abietti)

 

L’occhio dell’abisso (Lia Tomasich)

 

Non è nulla (Simone Carletti)

 

Registrazione n.122 (Davide Schito)

 

Scuro bruciato miscela arabica (Fabio Lastrucci)

 

Squali (Valeria Barbera)

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Il Vincitore del Crawford all’interno del romanzo di Antonio Ferrara

vincitore crawford tra le righe del romanzo di antonio ferraraMolti di voi ci stanno chiedendo come verrà inserito il racconto vincitore del Premio all’interno del romanzo di Antonio Ferrara.

Il racconto sarà inserito direttamente all’interno della narrazione e non in calce alla fine del romanzo. Quello che segue è la “prosa” del romanzo di Antonio Ferrara prima e dopo il racconto che si aggiudicherà il Premio Crawford. Ricordiamoci che Mike Calabritti (personaggio centrale della storia) è uno scrittore in crisi che non riesce più a scrivere qualcosa di sensato da mesi.

“La penna vibrò tra le dita e come se animata di vita propria iniziò a eiaculare sul foglio bianco…”

Quindi a questo punto verrà inserito il racconto vincitore del Premio Crawford.

Poi la narrazione proseguirà:

“Mike osservò l’ultima parola scritta e la penna gli scivolò tra le dita rotolando sul tavolo e finendo sul pavimento…”

Come avrete notato in questo modo il racconto sarà parte integrante della storia e non una semplice appendice. Ovviamente sarà segnalata la paternità del racconto all’interno del libro, copertina e quarta di copertina.


Serenissimamamente, contemporaneamente e sorprendentemente…

SüdtirolNon siamo impazziti, non preoccupatevi 😉 Ma gli avverbi che terminano in -mente dovrebbero essere aboliti dalla lingua italiana ed evitati come la peste bubbonica all’interno dei dialoghi di un romanzo.

Per la serie piccoli scrittori crescono.

Marco entrò trafilato trafelato nella stanza, una patina di sudore gli imperlava la fronte, sembrava quasi che avesse visto un fantasma. “Non potrai mai credere a quello che è successo” disse affettatamente.

Luigi alzò lo sguardo dalla scrivania imbrattata di scartoffie e lo guardò con apprensione. “Cosa è successo” replicò serenamente.

“Siamo circondati da morti, morti che camminano, ti rendi conto?” s’affretto a dire agitatamente “Tra poco ci saranno addosso e non ci sarà più niente da fare” sbraitò.

Ok, adesso provate a leggere senza gli avverbi che terminano in -mente.

Marco entro trafilato nella stanza, una patina di sudore gli imperlava la fronte, sembrava quasi che avesse visto un fantasma. “Non potrai mai credere a quello che è successo” disse affettatamente.

Luigi alzò lo sguardo dalla scrivania imbrattata di scartoffie e lo guardò con apprensione. “Cosa è successo” replicò serenamente.

“Siamo circondati da morti, morti che camminano, ti rendi conto?” s’affretto a dire agitatamente “Tra poco ci saranno addosso e non ci sarà più niente da fare” sbraitò.

Detto questo tanti di voi si saranno resi conto dei macelli inenarrabili che questi avverbi combinano in un testo, ancor di più se inseriti all’interno di un dialogo. Sono inutili, ridondanti, meglio toglierli e scrivere semplicemente Lui disse, Lei disse e così via. La prosa che intermezza i dialoghi basta da sola per far capire in che tono un determinato personaggio si esprime.

Danilo lo guardò torvo. Entrambi erano consapevoli che l’uomo che avevano seppellito nel cimitero sarebbe tornato per riscuotere il suo scellino. “Non ci lascerà più in pace” disse debolmente.

L’altro abbassò il capo, quasi non avesse il coraggio e la voglia di guardarlo negli occhi. “Questa volta non la passeremo liscia” sospirò tristemente.

Bene ora non credete che questo breve dialogo comunichi di più senza quei debolmente, tristemente e compagnia bella? Noi crediamo di si e non siamo gli unici a pensarla in questo modo. Questi tipi di avverbi (-mente) venivano usati molto nella narrativa spicciola di tanti e tanti e tantissimi anni fa, talmente tanti che non lo ricordiamo più.

Lo scrittore timido e pigro (mai essere pigri nella scrittura) scrive: Lui la baciò appassionatamente. (Così è giusto, così faccio capire come lui la baciò e buonanotte al secchio)

Lo scrittore sicuro di se e intrapendente scrive: “Lui la bacio con foga” oppure “Lui la baciò con avidità” (NON AVIDAMENTE) o ancora “Lui la bacio” e basta. (potrebbe adare ma si può fare di meglio)

Lo scrittore sicuro di se e intrapendente e con una certa esperienza scrive: Restarono a guardarsi, come se si fossero visti veramente per la prima volta. Le loro anime si erano incontrate più di una volta nell’incoscio del loro essere. Capirono che quello che avevano solo desiderato ora era una certezza, un bisogno. Lui la baciò. Nulla fu come prima.

Ok, ora al di là della discutibile prosa da fotoromanzo, non credete che nel momento in cui lui la bacia il lettore sa esattamente del come la bacia? C’è davvero bisogno di scrivere che la baciò intensamente e poderosamente e amabilmente e impetuosamente?

Cercate di costruire il contorno e le descrizioni esatte intorno ai vostri dialoghi, così da permettere al lettore di immergersi nelle atmosfere che state creando e non annoiarlo con i vostri saltinmente.

Siamo fermamente convinti che, se toglierete dal vostro testo quanti più avverbi possibili (almeno evitateli nei dialoghi), riuscirete sicuramente a far felice voi stessi e i vostri lettori.

La biblioteca di Derry


Danilo Arona per il Premio Crawford

arona_1Dopo i grandi nomi che compongono la Giuria stellare del premio Crawford e la sposorizzazione/collaborazione da parte di Mezzotintis Ebook, siamo orgogliosi di annunciare che lo scrittore Danilo Arona supporterà il premio Crawford mettendo in palio uno dei suoi capolavori in una nuova edizione edita da Edizioni PerSempre di Fabio Larcher con tanto di autografo: Un brivido sulla schiena del drago. Lo abbiamo chiamato e dopo avergli spiegato l’iniziativa lui ha semplicemente risposto: “Presente”.

Siamo veramente contenti del supporto che i grandi nomi del genere “Horror” ci stanno dando, arricchendo di giorno in giorno quest’iniziativa che se è vero che è un concorso per racconti, d’altra parte sta riunendo in un unico contenitore tutti i grandi nomi che ogni giorno sono sul confine della tenebra e alimentano il  genere “Horror” e fantastico in generale. A noi piace quest’audunata, una sorta di chiamata alle penne dei fautori del genere che con grande cuore non si tirano indietro e dicono “presente”.

Siamo orgogliosi di dare il benvenuto a Danilo Arona.

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Un brivido sulla schiena del drago

Di tanto in tanto capita qualcosa di strano sulla A 26, l’auto-strada dei misteri e della morte. Transitando attraverso il Passo del Turchino, può accadere che l’automobile ti s’inceppi. Oppure puoi finire la tua corsa dentro un banco di nebbia da sembrare di essere sospeso sulle nuvole. Se ti è possibile, non fermarti mai. Se proprio la macchina non ne vuol sapere di camminare, tu non uscire. Potresti incappare in qualcosa di terribile. Forse potre-sti scoprire la faccia di Al Godiasca, la più spaventosa, perché non esiste più e ti può guardare.