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IO VI VEDO di Simonetta Santamaria

c_io_vi_vedo_bigIl 30 giugno 2013 – ore 11 – Libreria Punto Einaudi (SA) Piazzetta Barracano avrete la possibilità di conoscere da vicino la scrittrice Simonetta Santamaria, giurata del Premio Crawford.
All’evento sarà presente anche Antonio Ferrara (fondatore del Premio) e pensiamo che sia una buona occasione per conoscersi.
Vi aspettiamo a Salerno.UN THRILLER GOTICO

Prima nazionale – Presentazione del romanzo di Simonetta Santamaria “Io vi vedo” (Tea/Tre60).
Con l’autrice, lo scrittore Maurizio Ponticello. Letture a cura di Brunella Caputo.

IO VI VEDO
Napoli, novembre 2011. Sul ciglio di una strada di periferia viene trovato il cadavere della giovane Lucia Campobasso. È stata uccisa in modo brutale: per gli inquirenti, si tratta di un’esecuzione. Ma i responsabili rimangono ombre inafferrabili, ombre che tormentano il padre della vittima, un poliziotto.Febbraio 2012. Maurizio Campobasso, capo del reparto investigativo anticrimine di Napoli, ha ricevuto una soffiata «sicura»: in una cascina abbandonata sono rinchiusi dei clandestini, in attesa di essere mandati per le strade a rubare o a prostituirsi. Dopo aver circondato l’edificio, però, la squadra viene assalita alle spalle da un commando armato. Nell’agguato muoiono quattro agenti e Campobasso perde un occhio.
Era una trappola.

Maggio 2012. Menomato nel fisico e stravolto dal dolore e dal rimorso per la perdita della figlia e dei colleghi, Campobasso si dimette dalla polizia. Le indagini non hanno portato a nulla e lui ha perso ogni fiducia nelle istituzioni. Ma il suo animo è tormentato dall’oscura sensazione che tutte quelle morti siano collegate e che sia proprio lui, Maurizio Campobasso, la chiave di un piano criminale più vasto e sanguinario di quanto si possa immaginare.
È ora di mettere da parte la Legge e di agire, nell’ombra, come un feroce giustiziere solitario. È ora di scatenare una spietata caccia all’uomo – o agli uomini – che non risparmierà niente e nessuno.
Perché quando il desiderio di vendetta prende il sopravvento, nulla può fermarlo…

Il sito della scrittrice Simonetta Santamaria www.simonettasantamaria.net
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Il Premio Crawford Intervista Simonetta Santamaria

simonetta santamaria giuria premio crawfordInauguriamo la sezione interviste del Crawford scambiando quattro chiacchiere con la scrittrice Simonetta Santamaria, giurata del Premio Crawford.

Come mai hai accettato la candidatura a giurato del Premio Crawford?

– Far parte della giuria di un premio è sempre un onore, ancor di più se il genere è tra quelli che ami di più. L’horror merita una maggiore attenzione, e un premio letterario non a pagamento – specifichiamolo – è un ottimo mezzo per diffondere il verbo.

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Il racconto ha reso celebre dei veri e propri maestri del genere come Lovecraft, Poe e lo stesso Crawford. È difficile scrivere un buon racconto?

– Non è semplice come molti credono. La sintesi non è un dono che tutti posseggono e condensare al meglio situazioni, emozioni, pathos in poche cartelle è tutt’altro che una passeggiata. Bisogna leggerne molti, di racconti, prima di riuscire a partorirne uno decente. Fidatevi.

Quello che non tolleri all’interno di un testo?

– La sciatteria, prima di tutto. Mi urta uno scritto con errori ortografici, approssimazione nell’impaginazione, font illeggibili: significa mancanza di serietà, impegno e rispetto per ciò che si è prodotto. E poi, l’insopportabile sequela di punti esclamativi e sospensivi…

Pensi che da un Premio del genere possa uscire qualche bella sorpresa?

– Be’, almeno lo spero. Per poter combattere la supremazia degli scrittori stranieri e la relativa tendenza editoriale di importare bestseller anziché puntare su autori nazionali, dobbiamo essere non tanto molti quanto validi. E chi supera la “gogna” di una giuria del calibro di quella del Crawford dev’essere bravo per forza.

Il tuo consiglio spassionato ai concorrenti del Premio Crawford.

– Siate originali. Come mi fu detto all’epoca della mia vittoria al  premio Lovecraft, la banalità non paga: meglio la storia di un cumulo di sacchetti di spazzatura che improvvisamente prendono vita e conquistano un quartiere della solita solfa a base di vampiri. Certo, sull’horror si è scritto di tutto e di più ma la chiave sta nel come narrarlo. E scrivete di ciò che conoscete bene. Ambientate le vostre storie in luoghi familiari, non cercate di imitare lo scrittore preferito scimmiottando nomi e paesi stranieri. Siate voi stessi. Intanto noi siamo qui che aspettiamo i vostri racconti… con la bava alla bocca. 😉

 

Simonetta Santamaria, scrittrice di thriller e horror. Giornalista, irriducibile motociclista, amante dei gatti e delle orchidee.

Ha vinto l’XI edizione del Premio Lovecraft e il Premio Fantastique nell’ambito del I Fantasy Horror Award.

Ha partecipato a numerose antologie di prestigio.
Sua la raccolta di racconti Donne in Noir (Il Foglio Letterario) e l’e-Book Black Millennium (La Tela Nera). Ha scritto Vampiri – da Dracula a Twilight e Licantropi – i Figli della Luna (Gremese), due saggi illustrati sulle più affascinanti e temute creature della notte, tradotti in Francia e Spagna.
E i romanzi Dove il Silenzio Muore (Cento Autori) e Io Vi Vedo (Tea/Tre60).
È rappresentata dall’agenzia letteraria Martin Eden.

Cura, in collaborazione con Maurizio Ponticello, la rassegna letteraria annuale INPASTALLAUTORE. È membro della Noir Factory e collabora con il network Mondocult.

Il quotidiano La Repubblica l’ha definita una delle “signore della suspense made in Naples” mentre per il Corriere del Mezzogiorno è “lo Stephen King napoletano”.

Dice: “Non mi prendo mai troppo sul serio, altrimenti sarei una serial killer”.

FOTO PER LA STAMPA: Alta Risoluzione o Risoluzione per Web

Sito personale: http://www.simonettasantamaria.net


Simonetta Santamaria per il Premio Crawford

simonetta santamaria giuria premio crawfordLa scrittrice Simonetta Santamaria già all’interno della Giuria del premio Crawford ha deciso di replicare rispondendo “Presente!”

Regalerà al vincitore del Premio due libri con tanto di autografo e dedica personalizzata (LICANTROPI I FIGLI DELLA LUNA e VAMPIRI DA DRACULA A TWILIGHT)

Questa è davvero la festa dell’Horror made in Italy. Grazie Simonetta. Grazie davvero per il tuo pieno supporto a questa iniziativa.

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Vi presentiamo i libri.

cover_LICANTROPI_bigLicantropi i figli della luna (Gremese)

«La veste in folto vello si tramuta,/ passano in gambe le protese braccia;/ lupo diventa, e ancor della perduta/ forma ritien la manifesta traccia:/ ché nella fronte, già da pria canuta,/ sta quel piglio tuttor d’ira e minaccia;/ scintillan gli occhi, e pinta è nella fiera/ sua complession de l’odio l’arma atroce.» Ovidio, Metamorfosi

Mentre nella nostra vita si consuma l’invasione vampirica in ogni campo del costume e della società, il suo eterno antagonista, il licantropo, se ne stava nel buio in attesa della prossima luna piena in cui uscire allo scoperto per imporsi alla nostra attenzione. Il mito del succhiasangue nato dalla penna di Bram Stoker ci è stato propinato negli ultimi decenni in ogni salsa e versione […] Il vampiro si è imposto al mondo catturando la mente di ragazzi e giovani signore (entrambi in odore di rivoluzione ormonale).
Ma non c’è stata nessuna mutazione o rivoluzione per il licantropo. Le tendenze e la moda non sono riuscite a plasmare la sua figura. Quella di una bestia feroce. Per una strana e imprecisa alchimia il licantropo è rimasto immune persino all’industria cinematografica hollywoodiana, non è stato addomesticato dalla letteratura mainsteam, e oggi egli è cio che era all’inzio del mito: l’animale selvaggio per eccellenza relegato ai confini del sottobosco folklorico. Eppure […] molte verità sono andate perdute.
Uno degli obiettivi di questo saggio è infatti sfatare le “false verità” che sono state create dai film, riportando la figura del lupo mannaro al suo originario folklore, antropologicamente ben più interessante del mito cinematografico, ve lo garantiamo.
La licantropia non è solo plenilunio, metamorfosi, caccia, brutali uccisioni. Ha alle spalle millenni di storia e di interpretazioni che, così come il vampirismo, affondano le loro radici nell’antico. […]
Un lupo non può diventare un tenero batuffolo profumato di talco né tantomeno un aitante modello vestito Armani o Dolce e Gabbana. Non può far innamorare perdutamente una donna (tranne che nella favola de La Bella e la Bestia) perché nel suo stato di mannaro perde completamente ogni consapevolezza abbandonandosi all’istinto predatorio. Niente sentimentalismi, dunque. Predare per cibarsi. Uccidere per vivere.
E a noi piace questo suo modo di essere selvatico. Quel suo odore aspro di pelo sporco e sangue rappreso. Ci piace perché è riuscito a non piegarsi alle mode della società consumistica, a restare immutato in attesa del prossimo plenilunio e della prossima vittima da sbranare. A non profumarsi. A non cercare di mutare le proprie abitudini alimentari in favore di una coscienza umana che non gli appartiene.
Ma ora è arrivato il momento di presentarvelo, amici lettori. Tendete pure la mano verso questa affascinante creatura, non ve la morderà. Non stavolta, almeno.

(dalla quarta di copertina)

Insieme a Streghe e Vampiri, i Licantropi sono da sempre indiscussi protagonisti dell’universo fantastico mondiale, ma hanno spesso generato falsi miti ed errate credenze sulla loro origine. Questo libro, oltre a essere un dettagliato e approfondito excursus sul fenomeno della licantropia – dal mito del Lupo mannaro alla sua rivisitazione cinematografica, dall’Uomo-lupo nella letteratura e nei fumetti alle numerose leggende popolari che lo circondano – si propone di svelare la vera natura e i reali poteri dei Figli della Luna, fornendo inoltre una risposta ai più svariati interrogativi ai quali hanno dato origine: la licantropia esiste veramente? Come si diventa Lupi mannari? Perché e quando avviene la loro trasformazione? Quali sono i metodi più efficaci per avvicinare, tenere alla larga o addirittura uccidere queste creature? Notizie storiche, informazioni documentate, curiosità e magnifiche illustrazioni fanno del volume una lettura imperdibile per i licantropofili di tutte le età.

cover_V_fronte_bigVampiri da Dracula a Twinlight (Gremese)

«Quando si è eliminato tutto ciò che è impossibile, quello che rimane, per quanto improbabile, deve essere la verità»
Sherlock Holmes, Il vampiro del Sussex, 1927

Chiariamolo subito, così da fugare ogni possibile critica postuma in merito: questo libro non vuole essere un saggio sui vampiri, piuttosto un non-saggio. Non è uno di quegli edotti, accademici, minuziosi, inattaccabili trattati da biblioteca polverosa. No. L’ambizione di questo libro non è quella di annoiare ma di essere una piacevole e briosa guida per chi di voi vorrà intraprendere con noi una sorta di volo a planare sull’universo delle più famose e affascinanti creature della notte che il mito e le leggende ci abbiano regalato.
[…]
Il vampiro è uno dei pochi personaggi presenti nel folklore di tutti i paesi del mondo. Assume nomi e caratteristiche diverse ma resta – immutabilmente – un vampiro. E, mettiamocelo bene in testa, è malvagio. Perché si nutre di sangue umano e uccide per farlo. È spietato, perché non ha un’anima che glielo impedisca. È feroce, perché in lui prevale l’istinto animalesco di sopravvivenza. Ed è proprio questo che ce lo fa piacere. Perché lo giustifichiamo, come giustificheremmo un gatto randagio che mangia un uccellino. Per fame.
Il vampiro è una creatura randagia. Solitaria, indipendente, anaffettiva, orgogliosa. E per quanto lo si possa tentare di “umanizzare”, bisogna lasciargli quell’atavica impronta di randagismo. Altrimenti morirà, spogliato della sua essenza, snaturato e malinconico come una tigre in gabbia.
[…]
Il vampiro è vittima della modernizzazione; non vittima nel senso letterale del termine ma inteso come soggetto attivo e partecipe del progredire dei tempi. Come Darwin fece con l’uomo, anche noi potremmo tracciare la piramide evolutiva del vampiro: dal deforme Nosferatu al tenebroso ed elegante conte Dracula, al cinico Lestat de Lioncourt, al morale Edward Cullen.
[…]
In questo libro non vi diremo che i vampiri non esistono, né faremo il contrario. Non vogliamo deludere aspettative, distruggere convinzioni o convertire seguaci: la fantasia e una buona predisposizione verso tutto ciò che è a noi ignoto sono gli ingredienti basilari per il corretto approccio col mondo dei vampiri.
E sopra tutto questo, aleggia il senso più bello che ci è dato da provare: il mistero.
Siete pronti? Coraggio, andiamo allora. Anzi, voliamo.

(dalla quarta di copertina)

I vampiri esistono? Come nascono, dove vivono e in quante tipologie si suddividono? Quali sono le loro origini e perché esercitano ancora tanto fascino? Queste e molte altre domande trovano risposta nel presente volume, il quale illustra in modo approfondito e dettagliato l’evoluzione che le più amate e temute creature delle tenebre hanno avuto nel tempo, soffermandosi in particolare sul ruolo da esse svolto nel mito e nel folklore mondiali, nella letteratura, nei fumetti, nella musica e nel cinema. […]
Non manca, inoltre, la descrizione di metodi più o meno efficaci per tenere alla larga queste creature o addirittura per ucciderle, qualora si volesse intraprendere la carriera di vampire slayer.
Ricco di disegni e illustrazioni, il testo è una miniera di notizie indispensabili per i vampirofili di tutte le età.

Il sito personale della scrittrice Simonetta Santamaria

S.S.

S.S. & L.B.